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Disturbi d’ansia e attacchi di panico

Viviamo nella paura ed è così che non viviamo.

Gotayana Buddha


Il disturbo d’ansia generalizzata è una condizione psicopatologica che porta nel soggetto una grande sofferenza e una compromissione del suo funzionamento.

È un disturbo caratterizzato da una forma eccessiva e non realistica di preoccupazione che riguardano eventi della vita quotidiana senza che vi sia in effetti un pericolo reale. Il soggetto non riesce a controllare queste preoccupazioni finendo per influenzare vari aspetti della sua vita, sociale, lavorativo e familiare. E’ bene sottolineare che l’ansia non è sempre negativa, anzi ha spesso un ruolo adattivo. Come infatti scrivono Dodson e Yerkes (1908), un giusto grado di ansia, non eccessivo, ci permette di essere performanti rispetto a quando siamo più tranquilli.

Stando al DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), i disturbi d’ansia differiscono dalla normale paura o ansia perché sono eccessivi e hanno una durata di 6 mesi o più e non sono legati o attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o farmaco o riconducibili a un’altra condizione medica.


“Non c’è notte che non veda il giorno”


Il panico in quanto reazione psicofisiologica, può essere definito la forma estrema della paura. I parametri generalmente usati per misurare l’attivazione dell’organismo, come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la sudorazione, il riflesso psicogalvanico, vanno alle stelle. Di solito è proprio questa escalation di eventi che porta alla perdita totale del controllo. A questa sensazione, che porta molta insicurezza nella persona che la sta vivendo si associa la paura di morire o impazzire.

Ciò che appare evidente è che nel disturbo di attacco di panico sono implicate sia reazioni psicologiche o fisiologiche. Chi soffre di attacchi di panico ha paura di ciò che può accadere, la fobia influenza azioni e pensieri riguardanti il futuro.

Il fobico cerca continuamente di controllare o evitare le condizioni nelle quali può scaturire l’escalation dalla paura al panico, ed è proprio questo tentativo di controllo che paradossalmente conduce alla perdita di controllo. Ciò che emerge è che la paura patologica scatta non appena le persone fobiche concentrano la loro attenzione sull’ascolto di sé stessi e sul controllo delle proprie funzioni e reazioni. Si cade costantemente nella trappola paradossale del controllo, la mente non può controllare il proprio funzionamento mentre sta funzionando.


Dr.ssa Teresa Paolella
Psicologa Psicoterapeuta a Roma


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